Giochiamo…ma non alla guerra

BeChildren aiuta i bambini coinvolti dalla guerra civile
per un loro reinserimento sociale

colombia

Non tutti i bambini nascono uguali.
Alcuni di loro nascono in luoghi di pace, con accesso ad una sana nutrizione, ad un servizio sanitario ramificato ed efficiente, ad un sistema formativo qualificato. Questi, per lo più, sono i bambini che nascono nei Paesi sviluppati. Per quanto ci sfugga spesso un lamento sulla nostra condizione, noi viviamo in un mondo in cui regna la pace, l’istruzione è garantita e, per i più meritevoli, l’università è pagata dallo Stato. Abbiamo acqua e cibo in abbondanza, riscaldamento ed energia elettrica, un sistema sanitario che ci tutela sufficientemente la salute. Eppure, anche in questi Paesi sviluppati, ci sono situazioni di povertà che creano disparità ed emarginazione sociale.
C’è una frase di Jim Morrison che è emblematica di questa differenza di opportunità e di condizione che non andrebbe mai dimenticata:

“Piangevo perché non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza piedi e smisi di piangere”

E il mondo, purtroppo, è pieno di persone senza piedi, e molte di queste sono giovani e innocenti.
Per questo BeChildren è impegnata in numerosi programmi di aiuto sociale di grande importanza.

Il progetto di BeChildren:
Giochiamo…ma non alla guerra!

In collaborazione con Sinestesia NGO
organizzazione non governativa e senza scopo di lucro colombiana, già vincitrice  di premi nazionali per le sue operazioni umanitarie, BeChildren sostiene un programma di ricostruzione sociale in due scuole della periferia di Bogotà (Arborizadora e Benposta).

Il programma è rivolto a 100 ragazzi e ragazze tra gli 8 e i 12 anni che sono stati coinvolti in situazioni violente derivate dal conflitto nazionale.
Nei 7 mesi che vanno da luglio a dicembre 2018  il contributo di BeChildren si prefigge di fornire a questi giovani strumenti di coesione per cambiare le loro vite, le loro città, il loro paese e il nostro mondo

L’intervento è orientato a coinvolgere i ragazzi in attività di artistiche ed in giochi di squadra. Attraverso queste formule si ottiene una crescita personale dei giovani che aiuta la loro formazione culturale e la predisposizione alla collaborazione ed alla conoscenza degli altri.

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Attività Artistiche

  • musica
  • pittura
  • teatro
  • scultura
  • fotografia
  • videomaking

Tutte queste attività sviluppano empatia, rispetto per le differenze e creatività.

Attività Sportive

Il semplice concetto di nemico, alla base di ogni conflitto, nello sport viene destrutturato: non ci sono nemici, solo avversari momentanei, e i conflitti vanno risolti in modo pacifico. Ma non finisce qui. Vengono sviluppate, infatti, anche le condizioni di

  • rispetto
  • leadership
  • cooperazione
  • autonomia
  • comunicazione
  • fiducia

Tutti questi valori sono alla base di una società che collabora, cresce, e trae più valore dall’unione che dalla separazione.

Ciò che caratterizza l’intero progetto è che i 100 giovani interessati dal programma vengono selezionati nelle due scuole dai maestri e dagli stessi studenti, affinché possano poi svolgere una funzione di riferimento (leadership) presso gli altri studenti che per motivazioni pratiche non possono essere direttamente coinvolti. In questo modo si potrà avere un effetto moltiplicatore all’interno delle classi e della scuola in generale.

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